“ di canto…in canto”
Duomo di Schio
31 maggio 2009 ore 16.00
Di canto … in canto è un titolo che si presta ad una duplice
lettura. Oltre al suo significato più espressamente musicale, lascia
infatti trasparire una chiara intenzione: quella di proporre un evento
in cui le geometrie musicali si manifestano e si misurano all’interno di
un determinato spazio (canto = angolo), facendo sì che lo spazio
stesso interagisca con la materia musicale e partecipi ad una
suggestiva riuscita .
Sono passati circa due anni da quando Coralità Scledense mi ha
proposto di collaborare in qualità di direttore artistico. E’ stata
l’occasione per proporre ai cori che la compongono una sfida, una
scommessa, considerato che normalmente il coro si offre singolarmente
ai suoi ascoltatori. La mia idea di preparare un programma, in
cui policoralità e spazializzazione sonora costituissero il perno
centrale, è stata, pur se con qualche ovvio timore, accolta con entusiasmo
e con particolare interesse. La voglia di mettersi in gioco con
diverse esperienze vocali collettive ha coraggiosamente, ma
umilmente, prevalso su una più comoda e sicura attività concertistica
di ogni singolo coro. E’ facile intuire quali siano le difficoltà da
superare, ad esempio per un gruppo vocale abituato ad un repertorio
popolare o folkloristico, nel cimentarsi con brani di natura ben
diversa, per non dire diametralmente opposta. Tuttavia, ripeto, il
desiderio di costruire insieme qualcosa di significativo ed insolito
unendo i propri sforzi ha avuto la meglio. Direi che l’esperienza
vissuta in precedenza e culminata nel concerto dell’11 maggio 2008
nella Chiesa di S. Antonio abate ci ha dato ragione e molta
soddisfazione.
L’esibizione di quest’anno continua nella direzione intrapresa
nella passata edizione, in cui era esteticamente ed artisticamente
doveroso presentarsi con quel repertorio che storicamente ha
avviato questa pratica corale: la Scuola Veneziana del Cinquecento.
Quest’anno appunto ci si è voluti avvicinare – e di parecchio! – ai
nostri giorni con un programma concentrato, fatta eccezione per
due brani medievali e uno ottocentesco, sul Novecento e sulla
contemporaneità.
La formula di quest’oggi prevede, a differenza di quella della scorsa
edizione, due momenti distinti, ma non per questo scollegati tra loro.
Nel primo sarà Coralità Scledense, con le sue sette variegate
formazioni corali cittadine (per un totale di quasi 300 cantori) e la
partecipazione straordinaria di alcuni stimati amici strumentisti, a
fare gli onori di casa. Il secondo momento vedrà, quale coro ospite,
uno degli ensemble vocali maschili italiani attualmente più richiesti
ed apprezzati sia in campo nazionale sia in quello internazionale: il
Coenobium Vocale, diretto da Maria Dal Bianco.
Nella prima parte, accanto a brani di autori estremamente noti
come E. Grieg e B. Britten, ne figurano altri di autori forse meno
conosciuti al grande pubblico, ma non per questo meno interessanti
e raffinati. Siamo certi che, nella nostra precisa intenzione di contribuire
alla divulgazione di validi repertori meno presenti nel
panorama concertistico, verranno apprezzati per la loro singolarità e
il loro fascino.
Come già anticipato, nella seconda parte il Coenobium Vocale
offre agli ascoltatori una serie di brani composti di recente, alcuni dei
quali scritti da giovani e validissimi autori (Whitacre e Real) già
affermati nel panorama internazionale della musica corale.
L’attenzione - di cui mi sento onorato – di questo gruppo nei miei
confronti prevede un mio lavoro (Crux fidelis), che viene qui
riproposto dopo essere stato da loro eseguito una prima volta in
occasione di Lotto Zero (Teatro Civico) pochi anni or sono. Per
l’occasione verrà proposto in prima esecuzione assoluta Genuit
puerpera, breve brano dedicato agli amici partecipanti al “1. Corso
per coristi e direttori”, svoltosi a Schio in questi ultimi mesi. O lilium
convallium, che prevede la presenza di due violoncelli solisti e che in
questa sede viene proposto dopo la prima esecuzione assoluta
avvenuta con successo ad Asiagofestival 2008, chiude l’esibizione del
coro ospite e dell’intero concerto.
Concludendo mi permetto di ribadire, così come per la scorsa
edizione del concerto, che questa performance va intesa come un
tentativo costruttivo, teso a coinvolgere e a far convergere fattivamente
realtà corali dalle differenti caratteristiche verso un comune e
composito prodotto artistico. Questo incontro a più cori rappresenta
quindi la continuazione di un impegnativo e stimolante
percorso musicale avviato un anno fa, diretto verso un miglioramento
costante delle proprie capacità tecnico-espressive attraverso
un reciproco confronto e un’efficace collaborazione, con la determinata
volontà di offrire al pubblico presente un’esperienza di diverso,
raro e suggestivo ascolto.
Giovanni Bonato
NOTA DI PRESENTAZIONE
Coenobium Vocale nasce da un percorso di ricerca nella
musica corale maschile. Il coro partecipa a rassegne, festivals, stagioni
concertistiche e si afferma in concorsi nazionali e internazionali.
Svolge intensa attività concertistica in collaborazione con enti e associazioni
culturali quali Amici della Musica, Festival di Musica Antica di
Trento, Festival In canto gregoriano di Firenze, Festival Galuppi,
Eureteis (Crucifixus), Società del Quartetto, Asiagofestival, anche con
proposte tematiche e opere monografiche quali la Passione di Christo
secondo Giovanni di Francesco Corteccia (1527), Lamentationes
Hieremiae prophetae di M. A. Ingegneri e altre di autori contemporanei.
Collabora inoltre con importanti nomi del teatro italiano quali
Arnoldo Foà, Pamela Villoresi e Sergio Ciulli.
Maria Dal Bianco si diploma in Organo e composizione
organistica, in Composizione, in Prepolifonia, in Musica corale e
direzione di coro. E' titolare della cattedra di Organo complementare
e canto gregoriano al Conservatorio L. Marenzio di Brescia. Collabora
con le associazioni regionali corali del Friuli Venezia Giulia, Lombardia,
Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige. E' spesso invitata a far parte di
giurie in concorsi corali, nazionali e internazionali